Recensione de “Gli uomini mi spiegano le cose” di Rebecca Solnit

Buongiorno a tutti, Fedeli Lettori!
Stamattina, arriva la recensione di un libro a cui tengo molto e che ho potuto leggere grazie alla casa editrice. Sto parlando de “Gli uomini mi spiegano le cose” di Rebecca Solnit, edito Ponte alle Grazie.

Gli uomini mi spiegano le cose
Rebecca Solnit

Prezzo: 14.50 €
Pagine: 168
Casa Editrice : Ponte alle Grazie
Dove Acquistarlo: Amazon

Ci sono molti modi per sentirsi superiori, più forti, più bravi, più sapienti e potenti. La sopraffazione non passa solo per la violenza fisica, l’umiliazione, la dipendenza economica, ma anche da meccanismi più semplici, da comportamenti più sottili e socialmente accettati da tutti. La violenza sulle donne comincia anche da una conversazione dove le donne vengono messe a tacere. Cosa non funziona in queste conversazioni? Gli uomini pensano erroneamente di sapere cose che le donne non sanno e, senza farsi domande, iniziano a spiegarle.
In questa selezione dei suoi scritti femministi più noti, Rebecca Solnit spiega perché ciò accade e ne sottolinea il lato grottesco. Con la sua prosa elegante e incisiva mette a nudo alcuni degli aspetti più imbarazzanti, crudi e folli della società maschilista, invitando a riflettere tutti coloro che ne hanno il coraggio.

Mentre sfoglio l’ultima pagina di questo libro, mi piacerebbe poter dire che, di saggi del genere, non ne abbiamo più bisogno. Mi piacerebbe poter pensare che, tutto quello che è scritto qui, appartiene a un passato ormai remoto, qualcosa che non ci riguarda più e che leggiamo solo per ricordare i tempi che furono, un po’ come si celebra la memoria delle vittime dell’olocausto. Ma, invece, no: siamo ancora qui, bloccati in un presente che ha un fastidioso retrogusto di passato.

“Sentirsi dire, in maniera categorica, che lui sa di cosa sta parlando mentre lei non lo sa, anche quando è un elemento di poco conto all’interno di una conversazione, perpetua la bruttezza di questo mondo e ne soffoca la luce.”

Basta aprire gli occhi, per rendersene conto: siamo agli sgoccioli del 2017, ma, per certi versi, è ancora come se fossimo nell’800, ed è oltremodo triste, che, oggigiorno, abbiamo ancora un disperato bisogno di letture del genere. È triste e svilente essere ancora a metà strada, è triste ed estenuante dover lottare costantemente per qualcosa che dovrebbe essere nostro di diritto. Invece, ancora oggi, dobbiamo urlare, per avere la minima possibilità di essere udite. Dobbiamo ancora scontrarci con quel tipo di uomini che si sentono in diritto di dirci come dobbiamo comportarci, come dobbiamo vestirci, come dobbiamo vivere la nostra vita. Salgono in cattedra, questi uomini, e, dall’alto della loro posizione economica, sociale, politica, dall’alto della loro esistenza privilegiata pretendono di dettare legge. E, purtroppo, spesso ci riescono. Ci riescono perché la nostra società glielo permette, e perché, altrettanto spesso, siamo noi donne, a permetterglielo. Però, come possiamo far sentire la nostra voce, se la nostra parola non vale quanto la loro? Se ogni volta che denunciamo una molestia, uno stupro o un abuso, fatichiamo a essere credute e veniamo additate come quelle che, in un modo o nell’altro, se la sono cercata? Cosa hai fatto, però, tu? Ma com’eri vestita?

“La maggior parte delle donne combatte una guerra su due fronti, uno riguardante l’argomento presunto, qualunque esso sia, uno semplicemente per il diritto di parlare, di avere idee, di vedersi riconosciute in possesso di fatti e verità, di valere, di essere considerate umane.”

Ed è proprio su questo, che Rebecca Solnit intende porre l’accento: sul concetto di credibilità, su quanto questo sia sottovalutato e su quanto ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di essere credute, ogni volta che riusciamo a mettere insieme quel po’ di coraggio per esporci, per raccontare la nostra storia, per mostrarci. Abbiamo bisogno che la società la smetta di trattarci con sufficienza, che la smetta di dire alle donne come dovrebbero comportarsi e inizi a dire agli uomini come non dovrebbero comportarsi. Non chiediamo molto, chiediamo solo di essere trattate da esseri umani.

“Pensate quanto tempo e quanta energia avremmo in più per concentrarci su altre cose importanti, se non fossimo tanto impegnate a sopravvivere.”

Un saggio, quello di Rebecca Solnit, davvero potente e liberatorio, che, in nemmeno duecento pagine, è in grado si toccare tutti i punti focali dell’emancipazione femminile e delle disparità di genere. Che non ha paura di dire quello che pensa e che, sebbene, a volte, dia un po’ troppe cose per scontate cose che meriterebbero un approfondimento in più, una spiegazione più soddisfacente di una semplice nota a margine riesce nel suo intento.

Alla prossima e buone letture, 

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