#LibriSocialmenteUtili | La salute maschile.

Buonasera a tutti, Fedeli Lettori!
Oggi, torno una nuova rubrica: #LibriSocialmenteUtili è una rubrica creata dalla sottoscritta ma ispirata dalla visione di un video sul canale di Cimdrp per sensibilizzare quante più persone possibili circa alcuni temi che, dal mio punto di vista, meritano maggiori consapevolezza e riconoscimento. Per farlo, per essere coerente con quella che è la natura del mio blog, di volta in volta,  vi consiglierò letture che, per un motivo o per un altro, hanno a che fare con il tema trattato.

Per inaugurare questa nuova avventura, ho deciso di cogliere la palla al balzo e affrontare un tema molto caldo, in questi giorni: non so quanti di voi ne siano a conoscenza, ma, novembre, è il mese dedicato alla salute maschile. Infatti, esiste una sorta di vero e proprio movimento che ha lo scopo di porre l’accento su questo tema: per chi non lo sapesse, questo mese è conosciuto anche come Movember, termine inglese che unisce la parola mustache (baffi) alla parola november. La sfida è quella di chiedere agli uomini di farsi crescere i baffi per tutta la durata del mese, in modo tale da sollevare la curiosità delle persone e, una volta ricevuta la domanda (ma perché ti sei fatto crescere i baffi?), rispondere facendo luce sulla questione.

Ma perché, una cosa del genere, è così importante? Perché, come fin troppe questioni proprie della nostra società, anche quella relativa alla salute mentale è una questione di genere. I dati parlano chiaro: in media, gli uomini vivono 6 anni in meno delle donne. In parte, ciò è dovuto al fatto che, proprio all’interno del sistema sanitario, esiste una disuguaglianza di genere che, nella quasi totalità dei casi, passa inosservata.

Il primo libro a cui ho pensato, quando ho deciso di proporre, sul blog, una rubrica di questo tipo, è stato It’s Kind of a Funny Story di Ned Vizzini, edito in Italia come Mi ammazzo, per il resto tutto ok. Nonostante la pessima, nonché fuorviante, scelta del titolo, si tratta di una lettura meravigliosa che ha come soggetti di discussione principali la salute mentale e il suicidio. Il libro è ispirato alla storia personale dello stesso autore, il quale, nel 2004, ha deciso di porre fine alla propria vita suicidandosi.
Nel caso in cui voleste saperne di più, a riguardo, vi lascio qui la mia recensione.

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Proprio dell’ultimo periodo, invece, è la pubblicazione de Il giovane robot di Sakumoto Yosuke, libro edito da Edizioni E/O che si occupa del tema della schizofrenia. Anche in questo caso, l’autore ha voluto ripercorrere la propria storia personale: Sakumoto Yosuke, infatti, all’età di diciannove anni, è stato colpito da una forte forma di schizofrenia, cosa che ha cambiato la sua vita. In quello che è il suo libro d’esordio, utilizzando un espediente, a dir poco, brillante quello di un giovane robot alle prese con il genere umano porta alla luce uno dei tabù della nostra società.
Anche in questo caso, ecco qui la mia recensione spoiler-free.

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Il dottor. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson è uno dei miei classici preferiti, soprattutto per il fatto che si tratta di uno dei primi scritti destinati al grande pubblico a  concentrarsi, tra le altre cose, sul tema del doppio, tanto che, ancora oggi, è considerato un vero e proprio emblema di questo disturbo della personalità. Una strabiliante lotta tra quello che, all’epoca, era noto come il compromesso vittoriano e la vera natura dell’uomo. Da leggere tutto d’un fiato.

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Rimanendo sul tema della personalità multipla, devo necessariamente citare anche Una stanza piena di gente di Daniel Keyes, tomo di più di cinquecento pagine che ruota intorno alla figura di Billy Milligan, il primo uomo nella storia degli Stati Uniti d’America a essere stato assolto dal reato di violenza sessuale per infermità mentale. Billy Milligan, infatti, è affetto da un gravissimo disturbo dissociativo della personalità, e, al tempo, nella sua mente, convivevano ben ventiquattro personalità distinte.
Come al solito, qui trovate la mia recensione priva di spoiler.

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Ancora un classico della letteratura, ancora una malattia mentale. Stavolta, si tratta di Uomini e Topi, una delle opere più celebri dell’autore americano John Steinbeck. In questo caso, ciò su cui mi piacerebbe porre l’accento è la figura di Lenny, un ragazzone grande e grosso affetto da un  ritardo cognitivo che lo rende inconsapevole della propria forza. In questo romanzo di formazione, Steinbeck ritrae, in modo superlativo e straziante, una società incapace di accettare la diversità.

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Spero davvero che questo nuovo tipo di rubrica, oltre a piacervi, possa darvi qualche spunto di lettura e riflessione.
Alla prossima e buone letture, 

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