“Le amiche che vorresti e dove trovarle” – Calpurnia Virginia Tate

Si sa, il legame che unisce lettori e personaggi letterari può essere incredibilmente stretto, a volte, soprattutto se si tratta di “affetti d’infanzia” o di personaggi conosciuti in un momento particolare della nostra vita; per questo, quando la Giunti mi ha chiesto di partecipare al progetto dedicato a “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini (illustrato da Fabian Negrin), la mia indole romantica e sognatrice non mi ha permesso di  dire di “no”: di conseguenza, la scelta di “adottare” proprio Calpurnia, tra queste ventidue eroine letterarie, è stata quanto mai ovvia, non perché conosciuta durante l’infanzia, non perché siamo cresciute insieme, ma appunto perché ci siamo incontrate quando ne avevo più bisogno.

Così, nonostante questo meraviglioso volume illustrato offra una gallery che va da Pippi Calzelunghe a Shahrazad, passando per Anna Karenina, io non ho potuto fare a meno di tornare da Calpurnia, in quella calda estate Texana a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo.

Titolo: Le amiche che vorresti e dove trovarle
Autore: Beatrice Masini
Pagine: 177
Prezzo: € 18,00
Casa Editrice: Giunti

Ventidue ritratti di eroine letterarie – da Emma Bovary a Jane Eyre, da Lady Chatterley a Anna Karenina, da Jo a Pippi Calzelunghe, fino ad arrivare alle modernissime Matilde di Roald Dahl o Mina di David Almond – che hanno in comune la caratteristica di uscire dagli schemi della propria società. Le tavole sono diversificate stilisticamente a seconda del carattere e del tipo di personaggio. A ciascuna eroina è dedicato un brano evocativo attraverso cui l’autrice condivide con le giovani lettrici le emozioni e i temi che il personaggio si porta dentro, come una porta che si apre su mondi e sogni sempre nuovi

Undici anni, sei fratelli, e un animo ribelle: Calpurnia Virginia Tate vive in Texas, nel 1899, e il motivo che ha spinto Beatrice Masini a inserirla in questa speciale antologia illustrata sta nella sua capacità di “essere un modello senza esserlo”: nell’essere una ragazzina giusta nel posto sbagliato, per usare le sue parole.

Ciò che rende Calpurnia così unica, infatti, così lontana dalla realtà che la circonda, è uno spiccato amore per la scienza, una curiosità intrinseca nei confronti del mondo e dei suoi elementi, passione che la spinge a muovere i primi passi all’interno di un contesto prettamente maschile, per quelli che sono i canoni dell’epoca, e che la strappa alla tristezza di una vita passata a pulire e cucinare per quei fratelli ai quali, invece, tutto è concesso. Ecco quindi che, con l’aiuto di suo nonno, Calpurnia si trasforma in una piccola eroina femminista che, con la sua spontaneità e la sua arguzia, saprà letteralmente conquistarvi: con Calpurnia si ride, si riflette, si scopre, ci si cala in un mondo alle prese con alcune delle invenzioni più importanti mai fatte, e lo si guarda cambiare.

“Nonno mi aveva parlato di una vespa che nella fase larvale poteva scegliere se essere maschio o femmina. Un pensiero affascinante. Mi chiesi perché ai bambini umani non era concessa una simile possibilità nella loro età larvale, diciamo nel quinto anno di vita. Con tutto quello che avevi visto sull’esistenza di bambini e bambine, avrei scelto senza esitazioni di essere una larva di maschietto.”

Ma nonostante tutto, è proprio questo che ci insegna Calpurnia: che possiamo diventare qualunque cosa vogliamo indipendentemente da ciò che siamo; che non importa da dove partiamo, importa dove vogliamo arrivare: basta avere idee chiare, un po’ forza di volontà e il coraggio di farsi valere.

Se siete interessanti a saperne un po’ di più, su Calpurnia, potete cliccare qui.

Alla prossima,

 

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