DOMINO LETTERARIO | Recensione di “4321” di Paul Auster

Buonasera a tutti, Fedeli Lettori!
Anche questo mese, arriva il Domino Letterario: per l’occasione, arriva anche la mia recensione di “4321” di Paul Auster.

4321
Paul Auster

Prezzo: 25.00 €
Pagine: 939
Casa Editrice: Einaudi

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola, se… Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosí ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale »: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto il suo capolavoro. 4 3 2 1 è il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l’incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un’opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c’è molto altro in 4 3 2 1: c’è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l’assassinio di Kennedy, c’è lo sport e il Sessantotto, c’è Parigi e c’è New York, c’è tutta l’opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l’hanno ispirato, c’è il fato e la fatalità, c’è la morte e il desiderio.

Ce lo siamo chiesto tutti, almeno una volta nella vita: cosa sarebbe successo, se avessi fatto questa cosa invece di quest’altra? Se avessi detto “sì”, se non lo avessi detto, dove sarei, adesso? Se lo è chiesto anche Paul Auster e, dopo dieci anni di silenzio, ha messo insieme tutte le sue domande e ne ha fatto un capolavoro.

“Il mondo è solido per un periodo, poi una mattina esce il sole e comincia a sciogliersi”.

Novecentotrentanove pagine, un’epopea, un mastodontico inno alla vita e alle sue sfaccettature: Archie Ferguson e le sue quattro versioni, quatto vite differenti eppure simili, quattro esistenze diverse, ma, in qualche modo, unite le une con le altre, perché, nonostante tutto, in ogni vita di Ferguson, c’è qualcosa che torna, qualcosa che si ripete: ci sono i suoi genitori, Stanley e Rose, ora ricchi, ora alle prese con qualche difficoltà economica; c’è l’amore per la letteratura, compagna fedele e costante, e per i libri, quelli letti e quelli da scrivere; c’è il richiamo, forte, per il cinema; c’è la scoperta del sesso e delle sue perversioni; e, soprattutto, c’è Amy Schneiderman, la ragazza dei sogni, quella perfetta, quella giusta, in una vita fidanzata, in un’altra sorellastra. Ma, la realtà, è che ci ha messo un po’ di tutto, Paul Auster, in queste pagine. C’è l’America del sessantotto, dei diritti civili e delle brutali lotte razziali. C’è lo sport, tanto: baseball, basket, golf, tanto che risulta impossibile, non fare una comparazione con il mio adorato Svedese di Philip Roth. C’è amicizia: quella con Noah, bizzarro e strampalato; quella speciale con Artie Federman, il suo gemello. Quelle con Howard, Vivian, Billy, Celia… una per ogni versione di Ferguson, una per ogni vita.

“La rabbia e la delusione potevano portarti fino a un certo punto, ma senza curiosità eri perduto.”

Novecentotrentanove pagine, il mio primo Auster. La sua opera completa, sostengono. La sua opera migliore, quella più intricata e complessa, dice qualcuno. Io posso solo dire che è stata un’avventura nel vero senso della parola, costellata da momenti meravigliosi in cui ho sentito un legame profondo con Ferguson e con quest’autore, che , mentre, prima, non era che un nome come un altro, ora, sento incredibilmente vicino.

Non fatevi assolutamente terrorizzare dalle quasi mille pagine, perché Paul Auster non ve ne farà pesare nemmeno una. Avete ancora qualche dubbio? Il mio consiglio spassionato è solo uno: buttatevi.

Alla prossima e buone letture, 

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SoniaLucrezia Gaiman UgoliniVirginiaLa Tana dei libri sconosciutiSilvia Recent comment authors

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Sonia
Ospite
Sonia

Belloooo…libri così tipo Sliding Doors mi piacciono troppo 🙂 Complimenti per la recensione

Lucrezia Gaiman Ugolini
Ospite
Lucrezia Gaiman Ugolini

Ciao, perdonami se passo a commentare solo adesso 🙁
Avrei tanto voluto iniziare la lettura di questo romanzo dopo averne sentito parlare da Ilenia Zodiaco, poi ho visto la dimensione e credo che aspetterò dopo la laurea LOL nonostante tu dica che volano via, devo anche cercare di non farmi distrarre!
Come al solito comunque apprezzo molto la tua recensione, l’ho trovata molto matura e ben fatta <3

Virginia
Ospite
Virginia

Di Auster ho letto Trilogia di New York (bello) e ho visto un film meraviglioso: Smoke di cui lui ha scritto la sceneggiatura. Questo libro lo metto nella WL di Natale
Ti abbraccio

La Tana dei libri sconosciuti
Ospite
La Tana dei libri sconosciuti

Questo romanzo mi ispira parecchio! Sopratutto perché nella trama si fa una domanda che anche io mi faccio spesso: cosa sarebbe accaduto se…
Molto interessante <3

Silvia
Ospite
Silvia

Ho visto questo libro su alcuni social. Sembra interessante!