DOMINO LETTERARIO | “La fiera delle Vanità” di William Thackeray

Buonasera a tutti, Fedeli Lettori!
Per la rubrica del Domino Letterario di gennaio, vi lascio la mia recensione de “La Fiera delle Vanità” di William Thackeray.

La Fiera delle Vanità
William Thackeray

Prezzo:  € 11,00
Pagine: 874
Casa Editrice:
Mondadori

Il romanzo ha come titolo completo “Vanity Fair: a novel without a hero”, ovvero “La fiera della vanità: un romanzo senza un eroe”. La vera protagonista della storia è infatti la società con le sue contraddizioni: apparentemente si esalta la condotta secondo moralità, ma in realtà di ogni cosa si reclama solo l’apparenza e vittorioso è sempre il più furbo, mai il più buono. A rappresentare i due tipi di condotta due personaggi femminili: l’ingenua, pura e ricca Amelia Sedley e l’arrivista, povera e intelligente Becky Sharp. Il filo dell’ipocrisia legherà la scalata sociale della prima all’esistenza inutilmente votata alla rispettabilità della seconda.


Non avete idea di quanto desiderassi leggere questo libro; non avete idea di quanto tempo. La mole, però, lo ammetto, mi ha sempre un po’ intimidita. E poi, diciamolo pure: le mie aspettative erano lievitate così tanto che, se non mi fosse piaciuto, l’avrei presa quasi come una sconfitta personale. E invece, me ne sono follemente innamorata.

“Essere sempre vincente, calpestare il prossimo, non avere mai dubbi. Non sono queste le qualità che consentono alla imbecillità umana di trionfare nel mondo?” 

Signore e Signori, bentornati nella Fiera delle Vanità: no, non fate quella faccia stupita, ci siete già stati. Anzi, oserei dire che ci vivete. Ci viviamo tutti, in questo mondo in cui l’apparenza la fa da padrone; dove qualsiasi vizio viene esaltato e non c’è niente che conti di più che l’essere apprezzati. Lo sappiamo noi come lo sapeva William Thackery, ed è questa consapevolezza che rende la sua opera più nota quel capolavoro sempreverde che è. Se potessimo decontestualizzarla, infatti, potrebbe benissimo essere stata scritta oggi, e ciò conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che, in fin dei conti, nulla cambia mai per davvero. A rappresentare i due estremi della società, ci sono Amelia Sedley e Becky Sharp, rispettivamente l’angelo del focolare e la classica donnaccia da cui guardarsi bene. Nonostante siano il diavolo e l’acquasanta, sono unite da un profondo legame di stima e amicizia… o, almeno, per una delle due è così. Se Amelia ha sempre un leggero sorriso sulle labbra e una parola dolce per tutti, Becky è senza peli sulla lingua ed è pronta a tutto pur di fare, quanto prima, un brillante ingresso in società. Attorno a loro, gravita una quantità di personaggi meravigliosamente caratterizzati, ognuno dei quali ha una voce ben distinta con la quale esprime al meglio un aspetto della realtà in cui vive, e questo perché la vera protagonista di questo romanzo, il personaggio principale, se vogliamo, è la società stessa.

“Ci sono tanti diamanti falsi in questa vita che passano per veri, e viceversa.” 

Le varie vicende che si succedono sono orchestrate in modo eccelso dalla penna di Thackeray, in cui ho scoperto una capacità narrativa che, davvero, non ha eguali. Se non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi, infatti, è perché Thackeray non ha voluto che accadesse, e, per questo motivo, la mia esperienza di lettura non è stata minimamente scalfita da questo aspetto. Anzi, il suo intento è proprio l’opposto: dopotutto, come è noto, La Fiera delle Vanità è un romanzo senza eroe. E io ne ho amata ogni singola pagina.

Alla prossima e buone letture, 

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18 Commenti on "DOMINO LETTERARIO | “La fiera delle Vanità” di William Thackeray"

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Il regno dei libri - Ely
Ospite
Il regno dei libri - Ely

Uh, devo proprio recuperarlo allora… segnato e sottolineato 😉

Francesca
Ospite

Ne avevo già sentito parlare, mi spaventa anche a me la mole, così come ero terrorizzata nel leggere Anna Karenina, ma credo che lo cercherò appena riuscirò ad andare in libreria…

Scheggia
Ospite

Questo libro è nella mia libreria da mesi. L’ho preso in libreria perché era l’ultimo rimasto e mi chiamava. Aspetto il post laurea per regalarmi questa lettura. Ho aspettative altissime ma dopo la tua recensione sono anche più tranquilla!

Sandy
Ospite

Clarissa, questo va dritto in wishlist! *-*
Complimenti per la tua analisi, mi sa che sarà tra i prossimi che metto in lettura.

Emanuela
Ospite

Voglio assolutamente leggerlo, mi hai solo fatto venire più voglia”